Foulard Bianchi

Il settore Foulard Bianchi in Emilia Romagna è composto da:

  • Incaricati Regionali e Assistente ecclesiastico

NEWS

Il cerchio di apertura al momento della partenza è iniziato con una domanda: “ce ne frega qualcosa di partire?” … C’è  ne fregato di partire! Si, c’è ne fregato … Sai che ogni volta che parti per una route hai tante certezze e tanti timori, tanto entusiasmo e pensi anche alla fatica che ti aspetta, sei chiamato a fare delle scelte, a dire ...
Si è concluso il Pellegrinaggio Regionale FB a Lourdes, dal 25-29 settembre 2017. Quest'anno la nostra Regione si è spesa notevolmente organizzando la Route Foulard Blancs - Campo di Servizio dal 23 al 30 luglio 2017 e il consueto Pellegrinaggio.
Un EPPPI nazionale molto speciale si terrà a Casal di Principe (CE) dal 29 agosto al 4 settembre 2017. Legalità e testimonianza contro tutte le mafie per riscattare le terre della Camorra ispirati dalle parole e dall'esempio di don Peppe Diana. Iscrizioni su Buonacaccia.  

Tutto sui Foulard Bianchi

Il Foulards Blancs è quello scout che mette la sua spiritualità al servizio del malato…” (Mons. Andrea Ghetti)

La Comunità italiana F.B. accoglie tutti coloro che scelgono di impegnare la loro vita nel servizio agli ammalati e ai giovani, a Lourdes e dovunque, attraverso la spiritualità mariana. Si tratta perciò di una comunità di accoglienza, di spiritualità e di servizio.

Dormivo e sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Volli servire e vidi che servire era gioia.” (Tagore)

Ai rover ed alle scolte come valida esperienza di servizio al mondo della sofferenza e di spiritualità Mariana, inserita tra quelle che le Comunità R/S propongono e per le quali offrono occasione di riflessione, confronto, verifica;

Ai capi e agli assistenti ecclesiastici come opportunità di impegno di servizio alla sofferenza, crescita spirituale, testimonianza di carità operosa, occasione di formazione permanente da inserire nel proprio Progetto di capo;

Agli Adulti Scouts come impegno di servizio alla sofferenza, proposta di approfondimento del cammino di fede e occasione di formazione permanente.

La proposta F.B. rivolta ai rover ed alle scolte, si attua con gli strumenti metodologici propri della branca R/S da parte di capi F.B., secondo i contenuti del Programma nazionale F.B.

Ogni cosa, pur piccola che sia, contribuisce alla costruzione del Regno di Dio.” (Quoist)

A livello nazionale e regionale la Comunità F.B. organizza: cantieri, botteghe (workshop), routes di servizio, Treni Scuola, Pellegrinaggi, campi di spiritualità e servizio a Lourdes e/o in altro luogo, nello stile della branca R/S, Momenti Unitari Formativi…

Siamo disponibili nelle Zone a presentare la nostra esperienza anche attraverso incontri con i capi che potessero essere interessati alla nostra proposta.

“…nel nostro passaggio in questo mondo anche se non ce ne accorgiamo lasciamo dietro di noi una traccia…” (Baden Powell)

Per entrare a far parte della Comunità occorre compiere un percorso formativo ed esperienziale, comprendendo il servizio nella realizzazione del messaggio di Lourdes, prima come Novizio per poi diventare Titolare.

La Comunità italiana dei F.B. si raggruppa in Comunità regionali, per meglio adempiere all’impegno di servizio ai giovani ed a quanti vivono nel mondo della sofferenza,anche lontanoda Lourdes

SUI PASSI DI BERNARDETTE
Si arriva a Lourdes, per qualche ora o per qualche giorno come visitatore o come pellegrino, si vorrebbe vedere tutto bene, ascoltare tutto e “scoprire” tutto e forse partecipare anche a questa o quella celebrazione… ma nel voler fare tutto in pochissimo tempo, si rischia di rimanere molto delusi poiché bisognerà allora fare tutto a “tutta velocità”.

Seguire i passi di Bemadette è come un pellegrinaggio all’interno di un altro pellegrinaggio… che richiede del tempo, dello stupore e un pò di buona volontà. Mettersi in cammino sulle tracce di Bernadette, significa scoprire i luoghi familiari che furono i suoi, il suo mulino natale, l’oscuro Cachot dove visse con i suoi per due anni, l’Ospizio dove studiò dalle suore di Nevers, dove fece la sua prima comunione… prima di partire per Nevers…

Mettersi in cammino con Bernadette è ben altra cosa che una semplice visita guidata, un esercizio di memoria, che i manderebbe sforzo e attenzione per ritenere tutte le date, tutti i luoghi, il nome di tutte le persone che hanno incrociato il cammino di Bernadette. Niente di tutto questo! Semplicemente un’avventura che ognuno prova a vivere con il cuore. Questo è importante.
Mettere i propri passi in quelli di Bernadette e comprendere dall’interno il messaggio indirizzato da Maria alla piccola Bernadette Soubirous, ecco il senso di questo pellegrinaggio che noi possiamo intraprendere insieme.

L’ospizio
Bernadette ebbe molto presto l’intuizione di diventare religiosa. Non ha mai desiderato trovarsi un posto nel mondo, pur essendovi sollecitata. Ha sempre rifiutato ogni offerta pecuniaria; ha pure respinto i pretendenti e tra questi certuni erano anche seri.
Ma ci ha impiegato otto anni per trovare dove il Signore la chiamava. Quando la Signora le disse, la prima volta, di andare alla sorgente per bere e lavarsi, lei si dirige innanzitutto verso il Gave. La Signora deve anche farle capire che non è nella direzione giusta. In più, lei rifiuta ogni prospettiva di aggiustamenti della regola. Perciò, questo tipo di ordine, con le sue austerità, non è fatto per lei. Deve quindi cercare altrove

Il presbiterio e la chiesa parrocchiale
Bernadette non frequentava il catechismo : e sappiamo perché. Ma non viveva fuori della Chiesa. Era stata battezzata che aveva due giorni di vita. Frequentava la chiesa parrocchiale, recandosi alla Messa non solamente alla domenica ma anche in alcuni giorni della settimana. Alla domenica inoltre andava ai vespri : il 14 febbraio 1858, sua madre volle impedirle di tornare alla Grotta, e tra i vari motivi, il rischio di non arrivare in tempo per i vespri. I vespri erano, evidentemente, in latino. Da notare pure che, se fossero stati cantati in francese, questo non avrebbe cambiato nulla, dato che Bernadette non conosceva neppure il francese.
La sua Chiesa, è anche la sua famiglia, « piccola chiesa domestica », come l’ha ricordato anche recentemente papa Benedetto XVI. Nella famiglia Soubirous, genitori e figli recitano insieme il rosario; così si aiutano mutuamente. Sopportano insieme i colpi duri della vita e praticano la fiducia. « Là dove due o tre sono riuniti nel mio nome … »
La Chiesa è ben presente nel periodo delle apparizioni, dato che più volte chiede consiglio al rev. Pomian e, soprattutto perché è incaricata di una missione per « i sacerdoti ». Lo scopo della missione è anch’esso ecclesiale : una processione e una cappella. Nonostante una pessima prima accoglienza del parroco Peyramale, Bernadette torna al presbiterio. Su richiesta del parroco, lei chiede alla Signora il suo nome che finirà per dirle : « Io sono l’Immacolata Concezione.» Come nel caso del latino dei salmi, lei non capisce queste parole, ma « caso vuole » che corrispondono al dogma proclamato da papa Pio IX nel 1854.
Non immaginiamoci comunque che Bernadette sia stata una bigotta cieca. Per esempio lei si irrita contro quei Vescovi che usano dei sotterfugi per sottrarle qualche cosa; preferirebbe che rimanessero nelle loro diocesi piuttosto che venire a disturbarla. Bernadette non confonde affatto i compiti. Era stata incaricata di trasmettere un messaggio : e lei l’ha trasmesso. Ma mai si è creduta superiore ai sacerdoti : anzi rifiuta di benedire degli oggetti.
S. Paolo ha goduto di una grazia straordinaria sul cammino di Damasco : ma è diventato cristiano, come tutti, con il battesimo. Bernadette ha beneficiato di grazie straordinarie, ma ha continuato a prepararsi alla Prima Comunione, e fu finalmente felice quando poté far parte del gruppo delle Figlie di Maria. La sua appartenenza alla Chiesa assumerà una forma speciale quando diventerà religiosa. L’obbedienza, in particolare, non si vive allo stesso modo soprattutto se si confronta una religiosa del 19° secolo e un donna laica del 21° secolo. Ma non si può ridurre la vita di Bernadette a Nevers ai racconti, a volte anche tendenziosi, con le sue superiore. Nel quotidiano, Bernadette condivideva con le altre Suore lo stesso desiderio di amare Cristo e il prossimo. Aveva pure l’incarico di aiutare tante altre Suore quando erano nella sofferenza o in difficoltà.

La scena del 25 febbraio è costellata da va e vieni, da tentennamenti prima della scoperta della sorgente. Successe la stessa cosa nel discernimento della sua vocazione Bernadette, avendo visto la Madonna, credette normale, che dovesse entrare in una Congregazione contemplativa. D’impulso pensò al Carmelo di Bagnères, fondato nel 1853. Ma la salute non le avrebbe consentito di seguire integralmente la regola.
L’Eucaristia è legata alle apparizioni, almeno cronologicamente. Bernadette è tornata da Bartrès nel gennaio 1858 per preparare, finalmente, la sua Prima Comunione che avvenne il 3 giugno, giorno del Corpus Domini, nell’oratorio dell’Ospizio. E’ per questo che il Cammino del Giubileo terminava in questo posto. Oltre alla coincidenza delle date, è possibile scoprire una logica tra le apparizioni e l’Eucaristia : prima, Maria ha preparato Bernadette a ricevere suo Figlio; poi, Maria dà suo Figlio a Bernadette. Così facendo, ha inizio la realizzazione della promessa del 18 febbraio: Bernadette sarà felice, “non in questo mondo, ma nell’altro”. L’Eucaristia è il pregustare l’altro mondo.
In un’epoca in cui la comunione era ancora rara, Bernadette ottenne dal suo confessore l’autorizzazione a comunicarsi tre volte alla settimana.
A Nevers, lei potrà fare la comunione con più frequenza. Le consorelle testimonieranno della bellezza del suo volto e del suo raccoglimento quando si accostava alla comunione e quando, subito dopo, faceva il ringraziamento, che a volte si prolungava senza che se ne rendesse conto. Bernadette si è alimentata più dell’Eucaristia che dei ricordi della Grotta. Per mezzo dell’Eucaristia lei si sentiva in unione con la Madonna, così noi riceviamo il corpo risuscitato di Colui che è nato dalla Vergine Maria : Ave verum corpus natum de Maria Virgine.

La tenda dell’adorazione

Chi desiderasse meditare sul legame tra Maria e l’Eucaristia potrebbe leggere, nell’enciclica di papa Giovanni Paolo II sull’Eucaristia, il capitolo che si riferisce a Maria, la « donna eucaristica ». Durante i suoi lunghi e frequenti soggiorni nell’infermeria di Nevers, Bernadette sentirà spesso il dispiacere di “non poter assistere alla Messa”, come si diceva all’epoca. Ma appena possibile vi partecipava intensamente, unendo il sacrificio della sua vita e delle sue sofferenze al sacrificio del Cristo. Nell’infermeria, il suo letto era circondato da un cortinato bianco. Lei chiamava questo luogo la sua « cappella bianca ». La Madonna l’aveva inviata a dire ai sacerdoti che si costruisse una cappella. Al momento della sua morte, nel 1879, la basilica dell’Immacolata Concezione era già stata consacrata e il progetto di una chiesa ancora più grande, quella del Rosario era già in studio. Ma l’edificio vero, e i templi di pietra ne sono solo l’espressione, è quello che ha Cristo come base o chiave di volta e che si costruisce nello Spirito Santo. Nelle ultime ore della vita terrena, Bernadette si paragona a un chicco di grano, simile a quelli che lei aveva visto macinare nel Mulino di Boly. Di fatto stava riproponendo in se stessa la vocazione del Servo sofferente : « Triturata dalla sofferenza, è piaciuta al Signore. » Lei sapeva che i chicchi dovevano essere macinati per diventare Pane di vita.

Le Accueils dei malati, la Cité Saint-Pierre
Il Giovedì Santo, stando alla liturgia, Gesù ha istituito l’Eucaristia e ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Nei due aspetti, dice loro di compiere anch’essi i gesti che gli hanno visto fare.
« Fate questo in memoria di me». « E’ un esempio che vi lascio, perché anche voi lo facciate, come io l’ho fatto a voi».
All’Ospizio delle Suore di Nevers, Bernadette ha praticato, al tempo stesso, una spiritualità eucaristica e ha cominciato a servire i malati. A dire il vero, il servizio in casa sua era una caratteristica abituale, tanto in famiglia come al piccolo bar della zia o a Bartrès. Ma con dei malati, anziani, miserabili e infermi, in pieno 19° secolo, il servizio aveva una forma meno poetica che l’essere “custode di pecore”.
E’ anche vero che Bernadette era forte interiormente, in un corpo fragile, e che aveva già provato le durezze della vita, ma il suo amore per i poveri non dipendeva solo dalle sue qualità umane. Come tutti i santi, lei amava il Cristo nelle sue membra sofferenti. Benché il loro carisma specifico non era rivolto all’assistenza ai malati, sono di fatto pochi i santi che non abbiano sentito un amore tenero ed effettivo per i malati. Basta pensare a S. Ignazio di Loyola o Federico Ozanam.

Nei vangeli, tra quanti avvicinarono Gesù la maggior parte era costituita da malati e disabili. Bernadette ha superato il ribrezzo davanti a certe piaghe, grazie al suo amore a Cristo. Infondeva coraggio ad alcune Suore nauseate dall’orrore del male. Da semplice aiuto infermiera che doveva occuparsi solo di portare delle tisane, divenne la responsabile dell’infermeria di Nevers e il dottore del convento manifestò la tua testimonianza di stima e di fiducia nei riguardi di questa Suora che certuni volevano far passare per pazza. Con la sua gioia interiore, con il suo buon senso, con la sua lucidità spirituale, con la sua umiltà, con l’esempio della sua preghiera, Bernadette serviva la comunità, senza rendersene conto, anzi lei si paragonava a una scopa che si mette dietro una porta dopo aver svolto il suo compito.

La cosa più dura per Bernadette furono le rinunce. Dovette rinunciare a essere inviata in una casa della Congregazione per assistere i più poveri : le Superiore ritennero che fosse imprudente lasciarla partire da Nevers. Dovette anche rinunciare a servire le sue Suore come infermiera e accettare in cambio di essere servita lei stessa. Bernadette era umile, ma anche fiera : accettare di dover “dipendere” le costò molto ammetterlo. Come non associarla a papa Giovanni Paolo II che negli ultimi tempi del suo pontificato, ritenne che il servizio più grande che poteva rendere alla Chiesa era di offrire le sue sofferenze in unione con il Cristo Salvatore?

FB ROMA 2Le origini di un’idea
Le prime notizie documentate della presenza di scouts emiliani o romagnoli a Lourdes risalgono al 1957, con la partecipazione del Ceppo delle Guide dell’AGI Parma 2 accompagnate dal loro Assistente Padre Paolino Beltrame Quattrocchi o.s.b. e dalla Capo Edda Carmeli.
Nel 1958 è il Clan ASCI di Noceto (PR) che svolge una Route di Servizio a Lourdes alloggiando al Camp Permanente degli Scouts de France “St. Louis” a poche centinaia di metri dal Santuario.
Probabilmente altre Unità o singoli Rover, Scolte, Capi ed AE hanno vissuto l’esperienza di Lourdes in quegli anni ma non esistono documenti o testimonianze dirette a tramandarne notizia.

Primi passi
Per parlare invece di Foulards Bianchi bisognerà attendere il 1962 quando il primo Rover della nostra regione, Marco Vettori di Parma, inizia il suo cammino di postulante del Clan des Hospitaliers NDL che lo porterà ad impegnarsi nella Titolarità FB nel mese di settembre del 1967.
Marco è presente anche alla prima Assemblea Nazionale FB del gennaio 1963 dove, fra gli altri sono presenti anche i responsabili del Clan International des Hospitaliers NDL: Xavier De Montecler e P. Pierre Jouandet con le responsabili del Feu Notre Dame francese. L’Assemblea è il primo momento “nazionale” del Clan des Hospitaliers Italiano fondato cinque anni prima a Torino (17 maggio 1958) da Luciano Ferraris (1914-1989) e dal salesiano Don Dusan Stefani.
Agli inizi degli anni Settanta l’esperienza di Lourdes riscuote un interesse particolare per Rovers, Scolte, Clan e Capi della nostra regione. Diversi iniziano il cammino nel Clan dei Foulards Bianchi.
Dal primo Registro ufficiale del Clan des Hospitaliers Italiano risultano provenienti dalla nostra regione:

Titolari FB: Berardo Bandini (Forlì), Bruno Baroncelli (Ravenna), Emanuele Bonato (Carpi), Ruggiero Cannulli (Carpi), Ruggiero Ciucciomni (Forlì), Franco Colafrancesco (Forlì), Enrico Dalmastri (Bologna), Don Guglielmo Giorgioni (Forlì), Don Giovannino Levratti (Carpi), Anna Mattarelli (Forlì), Gabriella Messina (Forlì), Laura Minguzzi (Casalecchio di Reno), Ughetta Sarti (Bologna), Dario Seghi (Mesola), Daniela Volpiani (Forlì), Don Antonio Piancastaelli (Predappio), Marco Vettori (Parma), Don Antonio Curti (Bologna).

Novizi FB: Daniela Baivè (Carpi), Maria Carmela Barbato (Bologna), Gaetano Barbato (Bologna), Maria Nazzarena Bartoletti (Forlì), Franco Ciampolini (Carpi), Stefano Discosti (Carpi), Carla Grazia (Bologna), Michele Grossi (Bologna), Natale Lanza (Bologna), Lamberto Lugli (Carpi), Luca Melegari (Carpi), Giuseppe Sueri (Carpi), Glauco Coccapani (Bologna), Franco Ciampollini (Bologna), Maria Pia Prandi (Bologna), Ruggero Cannulli (Carpi), Franco Pantaleoni (Carpi), Daniele Forti (Carpi).

Postulanti FB: Sergio Areta (Carpi), Massimo Carboni (Forlì), Susanna Discosti (Carpi), Paolo Ghini (Forlì), Carlo Montanari (Ravenna), Chiara Pavesi (Carpi), Stefania Paltrinieri (Carpi), Umberto Ronci (Rimini), Gabriella Santoro (Bologna), Antonia Suprani (Ravenna), Roberto Soragna (Carpi), Gabriele Verrini (Forlì), Maurizio Tassinari (Predappio), Orlando Cimatti (Predappio), Silvano Zanetti (Predappio), Piero Celli (Predappio), Marco Brunelli (Bologna), Alberto Albertini (Bologna), Enzo Di Palma (Bologna), Rosella Brunini (Bologna), Franca Petrini (Casalecchio di Reno), Maurizio Cavicchioli (Mirandola), Maria Cristina Suprani (Ravenna), Fabio Balboni (Mirandola), Stefano Foschieri (Mirandola), Flavio Segaline (Mirandola), Gabriele Tomidei (Forlì), Antonio Ghini (Forlì), Valeria Di Pietro (Forlì), Giorgio Coccapani (Carpi), Stefano Loschi (Carpi), Daniele Forti (Carpi), Massimo Aguzzoli (Bologna), Stefano Discosti (Carpi), Carlo Bertondini (Ravenna), Bruno Rasia Dal Polo (Parma).

Nasce la Comunità Regionale
Nel maggio del 1974 vista la massiccia presenza di FB in regione e anche dietro espresso invito della Pattuglia Nazionale, Enrico Dalmastri e Don Giovannino Levratti (Don Nino) danno vita alla Comunità Regionale dell’Emilia Romagna, assumendone la guida fino al 1980.
Saranno sempre Enrico e Don Nino, coadiuvati da Giorgio Coccapani di Carpi e Michele Grossi di Bologna gli animatori del Cantiere R/S Regionale “Le nostre vacanze” presso la Casa della Carità di Fontanaluccia (MO), che fino al 1990 vedrà la partecipazione di numerosi Rovers e Scolte emiliani. Anche grazie alla vicinanza geografica e alle amicizie personali, iniziano i pellegrinaggi e gli stages a Lourdes insieme agli FB della Comunità Regionale Toscana.
Nel 1982 l’Assemblea Regionale FB dell’Emilia Romagna nomina come Responsabile Regionale Giorgio Coccapani di Carpi (MO) a cui confermerà la sua presenza Don Giovannino Levratti come AE.

Giorgio Coccapani interromperà (per motivi famigliari) il suo servizio nel 1989 e in sua vece il Responsabile Nazionale Felice Cortiana nominerà come “facente funzioni” Roberta Santini di Carpi con l’incarico di portare la comunità fino all’Assemblea regionale da indirsi l’anno successivo.
All’Assemblea Regionale svolta nel mese di maggio del 1990 al Santuario di San Luca di Bologna viene eletto Michele Grossi come Responsabile Regionale ed il domenicano Padre Mariano Pilastro è nominato nuovo AE Regionale. Un paio di anni prima, nel 1988, era sorta a Parma, grazie all’interessamento di Don Tarcisio Beltrame Quattrocchi, già FB della Comunità Laziale e di alcuni Capi ed AE del Gruppo AGESCI Parma 8, la Comunità FB che sarà successivamente intitolata a Francesca Pennisi, una giovane FB Parmense tragicamente scomparsa durante un’uscita in montagna.
E’ proprio di questi anni l’inizio della collaborazione con la Comunità FB Veneta nella realizzazione del Cantiere FB a Castelvecchio (VI), collaborazione che continuerà per quasi un decennio.

Il 13 e 14 maggio 1995 viene organizzata per la prima volta in Emilia Romagna l’Assemblea Nazionale FB, che si svolge presso il Centro di Castelnuovo Fogliani (PC) con la partecipazione di 217 FB provenienti da tutta Italia.

Nascono le Comunità locali
Nel 1995 al termine del mandato di Michele Grossi, l’Assemblea Regionale FB eleggerà alla guida della comunità emiliana per il triennio 1995-1998 Maria Grazia Mori e Luigi Vignoli di Parma e Don Guiscardo Mercati di Cerreto (RE). In questi anni, per favorire l’attività e l’incontro degli FB, verranno costituite in tutte le zone della regione della “micro” comunità locali con la funzione di promuovere e far conoscere l’esperienza FB nelle Zone della regione e nell’Unitalsi
Tre volte l’anno la Comunità si riunisce per momenti di spiritualità e formazione ed ogni anno viene organizzato un pellegrinaggio in un Santuario Mariano, quali la Veglia per l’Accoglienza della Luce della Pace da Betlemme, l’incontro di Spiritualità in preparazione al 11 febbraio e la Veglia – Route Mariana.
Nel corso dell’Assemblea regionale del 1998 viene riconfermato come Responsabile Regionale Luigi affiancato da Don Guiscardo, mentre Maria Grazia per problemi professionali lascia l’incarico.
Nel 1998, dopo una malattia che l’aveva costretto per diversi mesi infermo in letto, il “grande vecchio Orso” Enrico Dalmastri lasciava la sua route terrena. Scriveranno di lui: “Enrico ha ripiegato la sua tenda per correre, sicuramente sorridente e felice, incontro al Signore. Qualcuno dice che, ormai, in Paradiso Enrico ha già messo il fazzolettone al collo di tutti…”.

Terminato il mandato di Luigi, l’Assemblea regionale del giugno 2001 designava alla guida della Comunità Mario e Giovanna Barantani di Parma e Don Luciano Iori di Reggio Emilia.
Giovanna e Mario Barantani saranno poi riconfermati anche con il secondo mandato fino al 2007 mentre Don Luciano Iori, per motivi di salute, sarà costretto a rinunciare al mandato di AE, e dopo un periodo vacante, in cui le funzioni di Assistente saranno svolte da Padre Stefano Coronese, verrà nominato AE Regionale don Walter Dall’Aglio di Parma.

Nel 2001 viene organizzata a Parma la prima Bottega Regionale “Cose da Matti” a cui aderiscono una ventina di R/S provenienti da tutta la Regione.
L’Esperienza della Bottega viene ripetuta per altri tre anni ed è aperta anche agli R/S provenienti dal CNGEI : il luogo è il Centro Riabilitativo Cardinal Ferrari di Fontanellato (PR), sempre nello stesso anno Federica Mazzesi, FB di Ravenna, perde la vita per un grave incidente stradale la Comunità di Ravenna gli sarà intitolata e gli stessi FB di Ravenna gli dedicheranno un sito WEB

Nel 2002 – 2004 – 2005 e 2006 vengono organizzati dalla pattuglia Regionale in collaborazione con il Padre Saveriano Stefano Coronese due M.U.F. (Momenti Unitari di Formazione) Nazionali dell’Area Centro Nord per Novizi FB presso il Centro di Spiritualità “Cardinal Ferrari” di Fornovo di Taro (PR) con una presenza di una ventina di Novizi per ogni MUF provenienti dalle regioni dell’Italia settentrionale.
L’Assemblea Regionale del settembre 2007 elegge responsabili della Comunità Regionale Luigi Vignoli di Parma e Antonietta Manfrini di Porto Garibaldi a cui si affiancherà in attesa della nomina dell’AE Regionale FB prima Padre Stefano Coronese sx e poi Frà Carletto Muratori ofm. Cap.
Nel 2007 nel corso del pellegrinaggio nazionale Unitalsi il Vescovo di Parma Mons. Silvio Cesare Bonicelli pronuncerà la Promessa FB nel mani del Vescovo di Volterra Mons. Giuseppe Vasco Bertelli, divenendo Titolare della Comunità

Oggi la Comunità FB dell’Emilia Romagna conta oltre un centinaio fra Postulanti, Novizi e Titolari presenti in quasi tutte le Zone della Regione e continua a promuovere incontri comunitari per la crescita e la formazione degli FB.

Nell’assemblea regionale svolta a Parma nel mese di giugno del 2013 sono stati nominati incaricati regionali Catia Massarenti e Nicolò Tarasconi, che insieme a Frà Carletto Muratori guideranno la Comunità fino al 2017

In questi anni di vita della Comunità Regionale ci hanno lasciati per salire alla “Tenda del Padre”:

Foulard - pane - calice scarponi 3

Francesca Pennisi (1974-1997)
Enrico Dalmastri (1927-1998)
Don Antonio Piancastelli (1908-1998)
Federica Mazzesi (1972-1999)
Don Tarcisio Beltrame Quattrocchi (1906-2003)
Raffaella Tedeschi (1960-2005)
P. Mariano Pilastro o.p. (1924-2006)
Barbara Vaga (1940-2008)
Mons. Silvio Cesare Bonicelli (1932-2009)
Enrichetta Beltrame Quattrocchi (1914 – 2012)
Renzo Menichelli (1933 – 2012)
Graziano Montanari (1942 – 2013)

 

 

I Pellegrinaggi Regionali FB dell’Emilia Romagna

  • 1998 – Pellegrinaggio al Santuario della Beata Vergine di Fontanellato (PR)
    1999 – Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di San Luca-Bologna
    2000 – Pellegrinaggio al Santuario di Oropa e Ostensione Santa Sindone – Torino
    2000 – Pellegrinaggio a Roma per il Giubileo Mondiale del Malato
    2001 – Pellegrinaggio a Roma per la Beatificazione di Luigi e Maria Beltrame
    2002 – Pellegrinaggio Nazionale FB – Santuario di Loreto (AN)
    2003 – Pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore – Roma
    2004 – Partecipazione all’Incontro dell’AGESCI con Giovanni Paolo II – Roma
    2004 – Pellegrinaggio al Santuario della Regina della Pace di Medjiugorie
    2005 – Pellegrinaggio Interregionale FB al Santuario della Madonna della Fonte di Caravaggio (BG)
    2006 – Pellegrinaggio al Santuario della Beata Vergine di Cantù – Tavernerio – (CO)
    2007 – Pellegrinaggio al Santuario del S.Rosario di Fontanellato
    2008 – San Giacomo – Stimmatini
    2009 – Pellegrinaggio a San Genesio – del S.Rosario di Fontanellato
    2010 – Pellegrinaggio al Santuario di Pomposa
    2011 – Pellegrinaggio a San Genesio – del S.Rosario di Fontanellato
    2012 – Pellegrinaggio al Santuario S.Rosario di Fontanellato
    2013 – Pellegrinaggio al Priorato – Fontanellato
    2014 – Pellegrinaggio al santuario Nostra Signora di Lourdes di Albinea (Reggio Emilia)
  •               Frà Carletto  veniva nominato  Assistente Nazionale della Comunità FB
  •  2015 – Don Francesco Ponci  diventa guida spirituale della comunità FB regionale

“Stage” di servizio a Lourdes

Messaggio di Gabriella, Daniela e Mauro Ferraris per il 100° anniversario della nascita di Luciano

Consegna al Village des Jeunes del quadro fornito dai familiari di Luciano

Luciano Ferraris, ove riposa nel Cimitero di Melezet di BardonecchiaTrigramma FB, particolare

Quest’anno   il 18 di settembre  cade il centenario dell’inizio della route terrena  del ns.   Luciano Ferraris

Questo è  il video che  che i figli  Mauro  e Daniela   ci hanno  inviato… attraverso le immagini che scorrono traspare lo spirito  libero e avventuroso  che ha accompagnato  per tutta la vita del nostro grande fratello Luciano

Non basta volere il bene, bisogna saperlo fare…  Luciano Ferraris;

Seconda lettera di Luciano Ferraris

Lettera aperta di Luciano Ferraris ai Foulards Bianchi – Recita del Rosario

Luciano scriveva…

Una vita di servizio, da Camillo (Lullo)

Luciano Ferraris, il libro “Luciano”

Sentire l’arpa Birmana – Luciano Ferraris Capo Scout Vol. 1

Sentire l’arpa Birmana – Luciano Ferraris Capo Scout Vol. 2

Sentire l’arpa Birmana – Luciano Ferraris Capo Scout Vol. 3

Sentire l’arpa Birmana – Luciano Ferraris Capo Scout Vol. 4

“Tre pietre miliari per Luciano”

Scouts sull’Himalaia” vissuta dai quattro Rovers del TO V – Luciano Ferraris – Riccardo Varvelli – Pier Franco Giraudi – e Sandro Giraudi con l’intitolazione a mt. 5300  di “Punta ASCI”- tratto da  “L’Esploratore” (1967 Anno 22 numero 12 pag. 10 –11 e 12). Testimonianza di Mauro Ferraris.

KALIFA SALEM aggiornato con indicazioni di Silvio Bianchini
Era una domenica d’estate del 1968. La giornata era calda, ma in caserma si stava bene, era fresca. mura spesse soffitti alti. Milano era vuota. Non sapevo né cosa fare né dove andare così non ero uscito. Ormai ero alla fine della naja e la caserma quasi mi proteggeva dalla borghesia…

Luciano Ferraris continua a stupire. l’articolo dell’intitolazione di “Punta ASCI mt.5300” inviato ad alcuni vecchi FB del Torino XXIV ha suscitato molto interesse soprattutto fra i primi FB che insieme a Luciano diedero vita al Clan Italiano des Hospitaliers NDL . Riccardo Varvelli uno uno di questi primi Rover – Foulard Bianchi

Ostello Luciano Ferraris testimonianza di Daniela e Mauro Ferraris

Ostello Luciano Ferraris Lettera Presidenti AGESCI

Servire per dare una speranza alla storia” a cura della Pattuglia Regionale FB dell’Emilia Romagna – Roma Convegno Nazionale FB 27-29/12/1996

Giampaolo Mora – Daino – racconta della sua esperienza giovanile con le Aquile Randagie milanesi, del suo legame con don Ennio Bonati e di come lo scautismo ha cambiato la sua vita. La testimonianza di un “buon cittadino”, che aggiunge nuovi tasselli alla grande avventura dello scautismo clandestino.

Testimonianza su Mons. Vasco Bertelli – vescovo FB